Something

Una volta, su un pezzo di carta gialle con le righe verdi, 

scrisse una poesia, 

e la intitolò “Chops”

perché quello era il nome del suo cane. 

E i versi parlavano di lui. 

Il professore gli diede una A 

e una stella dorata; 

e sua madre la appese alla porta della cucina

e la lesse a tutte le sue zie. 

Era l’anno in cui Padre Tracy 

portò tutti i ragazzi allo zoo, 

e li lasciò cantare sull’autobus; 

l’anno in cui nacque la sua sorellina, 

con quelle unghiette minuscole, senza capelli. 

Sua madre e suo padre si baciavano sempre, 

e la ragazza che abitava dietro l’angolo gli mandò

un biglietto di San Valentino con una fila di X, 

e lui dovette chiedere a suo padre che cosa significassero. 

E suo padre, la sera, gli rimboccava sempre le coperte. 

Era sempre pronto a farlo. 

 

Una volta, su un pezzo di carta bianca con le righe blu, 

scrisse una poesia, 

e la intitolò “Autunno”

perché quella era la stagione che stava vivendo, 

e i versi parlavano di questo. 

Il professore gli diede una A 

e gli chiese di scrivere in modo più chiaro; 

sua madre non la appese alla porta della cucina, 

perché aveva appena imbiancato. 

E i ragazzi gli dissero 

che Peter Tracy fumava sigari, 

e lasciava i mozziconi sui banchi, 

e a volte questi facevano dei buchi. 

Era l’anno in cui sua sorella mise gli occhiali 

con le lenti spesse, e la montatura nera; 

e la ragazza che abitava dietro l’angolo rise, 

quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale. 

E i ragazzi gli spiegarono perché

i suoi genitori continuavano a baciarsi: 

suo padre non gli rimboccava mai le coperte, 

e s’infuriava

se glielo chiedeva piangendo. 

 

Una volta, su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino, 

scrisse una poesia, 

e la intitolò “Innocenza: una domanda”,

perché era il quesito che si poneva su di lei, 

e i versi parlavano di questo. 

Il suo professore gli diede una A, 

e gli lanciò uno sguardo strano, serio; 

e sua madre non la appese alla porta della cucina, 

perché non gliela fece mai leggere. 

Era l’anno in cui Peter Tracy morì, 

e lui dimenticò come finiva 

il Credo degli Apostoli. 

Sorprese sua sorella a fare sesso

 in veranda, sul retro; 

e sua madre e suo padre non si baciavano mai, 

e non si parlavano. 

E la ragazza che abitava dietro l’angolo

si truccava troppo, 

e lui tossiva quando la baciava, 

ma la baciava lo stesso, 

perché era la cosa giusta da fare. 

Alle tre del mattino si infilava nel letto, 

e suo padre russava rumorosamente. 

 

Ecco perché, sul retro di un sacchetto di carta marrone, 

provò a scrivere un’altra poesia, 

e la intitolò “Il nulla assoluto”

perché i  versi in realtà parlavano di questo. 

E si diede una A, 

e si tagliò i suoi dannatissimo polsi. 

E la appese alla porta del bagno, 

perché questa volta, pensò, 

non sarebbe riuscito a raggiungere la cucina. 

 

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Informazioni su erikberti

It's frankly hard to describe myself in this little space, but I'll try to do my best: I'm 29, graduated in fashion and design. I love to write tales and novels and to study languages... I love words, their meaning, their importance, the deepest emotions that they can create when they are close to each other, the stories one can tell with words. Yes, stories. I'm obsessed by the infinite number of stories that can be told. This is my personal diary, I will post poetries, writings and streams of consciousness, that will be probably gathered together in a collection. Thank you for following my dream!

Pubblicato il 20/03/2013 su Other. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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